La ricostruzione storica è, come dice il nome stesso, un’attività il cui scopo principale è ricreare una data situazione, figura o oggetto: a tal proposito occorre basarsi su elementi noti (quali fonti iconografiche, testi, ritrovamenti archeologici) oppure su ipotesi, mirando ad ottenere una rappresentazione il più fedele possibile all’originale.

La nostra associazione si è impegnata nel ricostruire aspetti della vita nel Piemonte dell’XI secolo. Gli esperti potrebbero considerare la nostra una scelta un po’ azzardata dato che si tratta di un periodo in cui le fonti dirette sono molto poche, rispetto ad altri secoli ben più ricchi di reperti. Il secolo undicesimo, però, è anche un momento storico fondamentale sia per il Piemonte – che vede nel ruolo di protagonisti personaggi come Arduino d’Ivrea e Adelaide di Susa – che per l’Italia e l’Europa. È il secolo del passaggio dall’Alto al Basso Medioevo, dell’ascesa dei Normanni, delle prime lotte per le investiture, dell’affermarsi dei Comuni, e della Prima Crociata. Indubbiamente, un periodo pieno di fascino.

Per ricostruire un periodo storico, e a maggior ragione un secolo povero di informazioni come questo, è fondamentale costruirsi una raccolta di fonti al fine di avere delle solide basi su cui basare le proprie riproduzioni. Per questo abbiamo creato, nel corso del tempo, un vasto archivio iconografico ed archeologico e un’altrettanto ampia biblioteca a disposizione dei soci; grazie a questo possiamo asserire che ogni nostro oggetto, ogni nostra attività, sono ricostruzioni storicamente fedeli del passato.

Col proposito di ricostruire uno spaccato a 360° della società piemontese altomedievale, abbiamo scelto di ricreare la corte ed il seguito che gravitavano intorno ad una figura storica realmente esistita, quella di Emerico di Corio, un comes vassallo di re Arduino d’Ivrea agli albori dell’XI secolo. Assieme al signore e a sua figlia Libania si ritrovano quindi milites, ecclesiastici, popolani, artigiani e ogni altra figura della vita quotidiana dell’Anno Mille.

Per dare risalto all’importante figura di Arduino, primo Re d’Italia, l’associazione da sempre promuove progetti ricostruttivi: dalla fondazione del Patto Arduinico nel 2011, fino alla recente collaborazione per la realizzazione del documentario Re Arduino – Sans Despartir realizzato per l’occasione del millenario della sua morte.

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